Cultura e conformismo

Riprendo dal blog di Casalnuovo (sul forum casalnuovomonterotaro.net) una vecchia foto ed il relativo commento del prof santomarco (che lo  cura con amore e professionalità).

Dopo più di mezzo secolo riappare questa vecchia foto di un gruppo di giovani casalnovesi che frequentava l’Azione Cattolica.
Nel 1957, nel cinema “Salerno”, misero in scena l’opera teatrale: “La Miniera nella Zolfatara”, con l’aiuto del parroco don Fedele De Cesare e dal vice Don Domenico D’Avella.
La rappresentazione, ambientata in una miniera di zolfo siciliana, aveva come tema lo sfruttamento del lavoro minorile e metteva in risalto il clima infernale che si respirava nel ventre della terra, dove i bambini erano costretti a lavorare insieme agli adulti.

 


Ricordiamo alcuni di questi”attori”: Pasquale Agnusdei nella parte del proprietaro della miniera, Enzo Parente come sacerdote, Antonio De Cicco nelle vesti dell’ing. Treves, Tullio Parente capo dei minatori, Dino Candeloro sindacalista, Leonardo De Vita, minatore;  altri interpreti erano Raffaele Salerno e A. Gentile.
Tra i ragazzini, faceva parte anche Angelo Salerno  e il dr. Giovanni Di Maria, deceduto da diversi anni. L’opera riscosse il consenso di un  pubblico numeroso.
L’Azione Cattolica è stata sempre una grande fucina di iniziative e un importante centro di vita sociale nel nostro paese fino agli anni ’80. 
(prof Santomarco/Dom)

Il primo pensiero che affiora, dopo l’inevitabile nostalgia dei tempi passati, è quello di domandarsi come mai oggi certe cose non si fanno più. Allora (1957 …) c’erano molti più abitanti e, quindi, più giovani. C’era l’Azione Cattolica punto di riferimento per tantissimi  di loro. Quindi è  tutta colpa del calo demografico? Non credo. Oggi l’arretramento culturale di Casalnuovo è attribuile anche ad altro. 

Da allora, indubbiamente, sono stati fatti passi avanti nel tenore di vita (case nuove e vuote post terremoto, maggior spazio - forse anche troppo -  per i residui residenti) ma si sono fatti molti passi indietro in tema di convivenza e di socialità. Stiamo diventando una comunità sempre più piccola e paradossalmente sempre più individualista (per non dire divisa).

Ultimamente, poi,  è come se fosse calata una cappa di conformismo - neanche ai tempi di quando c’era “lui” era così pervasiva-  che ostacola qualsiasi iniziativa non linea con il ”pensiero dominante”. Il condizionamento, all’apparenza impalpabile,  è tale che se anche uno volesse contrastarlo,  alla fine,  per quel “quieto vivere” tipicamente casalnovese, si adegua. 

Il tutto si riassume in una domanda ed in una risposta.

Domanda: “Va tutto bene a Casalnuovo?”   Risposta: “No,  non bene … ma benissimo !!!”

Ciao / max

 

Terremoto e ricostruzione: incontro di sindaci

 
 

Casalnuovo Monterotaro, il comune simbolo della Capitanata per il terremoto del 2002, ospiterà lunedì 23 gennaio alle 18 un incontro tra i sindaci dei dieci centri del cratere sismico pugliese. Ol tre al padrone di casa, i primi cittadini di Carlantino, Casalvecchio, Castelnuovo, Celenza, Motta, Pietra, San Marco La Catola, Serracapriola, Chieuti e Lucera discuteranno delle problematiche relative al mancato rinnovo dello stato di criticità conseguente allo stato d’emergenza del sisma. L’assemblea chiederà l’immediata emanazione del provvedimento di proroga dello stato di criticità, con l’ipotesi di successive di protesta anche attraverso la mobilitazione delle popolazioni. 

“Il rinnovo è un provvedimento indispensabile per consentire la prosecuzione delle attività di ricostruzione – ha dichiarato il sindaco di Casalnuovo, Pasquale De Vita – a fronte delle risorse già stanziate di recente da parte del Cipe d’intesa con la Regione Puglia. La mancata proroga provocherebbe una paralisi amministrativa di tutte le attività legate alla ricostruzione post-sisma e quindi la compromissione del processo di ritorno alla normalità delle popolazioni colpite, anche perché comporterebbe l’impossibilità di far fronte alle spese relative all’assistenza alla popolazione, di proseguire con i cantieri in corso con la conseguente mancanza di condizioni per il pagamento degli stati d’avanzamento dei lavori. Della mancata proroga l’amministrazione comunale darà immediata comunicazione alle imprese e ai cittadini promuovendo azioni congiunte con gli altri sindaci dei Comuni interessati”. (Luceraweb)

Questa è la notizia pubblicata dai giornali.

ll dato certo è che l’erogazione dei fondi, se mai ce ne saranno altri, non dipende dalla mancata proroga dello stato di criticità scaduto a Dicembre (lo stato di emergenza dura ormai da 10 anni). La mancata proroga, quindi, riguarda essenzialmente i contratti non rinnovati ai quattro addetti all’Ufficio Sisma. Cosa vuol dire? Vuol dire che le residue pratiche di ricostruzione dovranno essere istruite ordinariamente dagli uffici comunali. 

Casalnuovo, a differenza degli altri comuni, ha un ufficio tecnico (compreso il settore della Gestione del Patrimonio/verde attrezzato pubblico) di tutto rispetto e ben strutturato visto che è composto da tre addetti di cui due dirigenti … una vera e propria macchina da guerra… basterebbe solo farla lavorare !!!

Ciao, max

Ci siamo anche noi …

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In attesa del derby…

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Diga addio?

A che punto è la realizzazione della diga di Piana dei Limiti? Definita opera indispensabile per lo sviluppo della Capitanata, soprattutto in occasione delle siccità che colpiscono la nostra terra,  è ormai una sorta di tormentone che ciclicamente prende quota per poi puntualmente cadere nel dimenticatoio.

Di certo sappiamo che lo stanziamento di originari 126 milioni di euro è sceso  prima a 118,  poi a 65 ed infine verrà dirottato altrove. E' questa la triste sorte della Diga di Piana dei Limiti, che il Ministero delle Infrastrutture ha depennato dall'elenco delle grandi opere, dato che quei 65 milioni non sono stati spesi in tempo utile.

La mancanza di volontà politica e l'incapacità di fare sistema dei diversi enti interessati (Comuni, Regione, Provincia e Consorzio di Bonifica) sono alla base del fallimento dell'iniziativa. A questo si aggiunge il  mancato accordo con la Regione Molise ed in particolare con i due comuni molisani, Colletorto e San Giuliano, che avrebbero dovuto ospitare parte dell'invaso. Sia la Puglia che il Molise dovranno abbandonare del tutto l'idea, ormai già lontana, non solo di una nuova diga ma anche delle opere collaterali alla costruzione dell'invaso (la galleria per deviare il corso d'acqua, la variante stradale e l'impermeabilizzazione dell'alveo). Opere che sarebbero partite a breve e le cui spese sarebbero state coperte con quei 65milioni di euro che ora sono sfumati a causa di ingiustificati ritardi. Purtroppo un vero e proprio fallimento tanto più grave se si pensa che la diga di Piana dei Limiti avrebbe rappresentato un polmone idrico indispensabile a garantire l'approvvigionamento di acqua potabile per circa un milione di pugliesi, ed inoltre avrebbe consentito alla diga di Occhito di essere bonificata e messa in sicurezza, dopo 40 anni di mancata manutenzione.

Pare che ora in cassa siano rimasti solo 20 milioni di euro che il Consorzio di Bonifica intende usare per finanziare l'acquacard che è un dispositivo elettronico per l'irrigazione (analogamente a quanto realizzato nel comprensorio dell'Ofanto). Come dire dalle stelle alle stalle. Così, ancora una volta,  l'indecisione di una classe dirigente sempre più distratta ricade sugli incolpevoli cittadini.

Ciao
max

Due pesi e due misure

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 3 Giugno scorso, ha deliberato la surroga di tre consiglieri di maggioranza dimissionari con i  tre  candidati non eletti. In pratica i tre consiglieri più suffragati dal voto popolare, Pasquale Codianni (213 preferenze), Ida Fiscante (147) e Daniela Di fiore (113) e per questo nominati assessori dal riconfermato sindaco de Vita, si sono dimessi dalla carica di consigliere per "far posto" ai tre candidati non eletti della lista "Nova Civitas" vincitrice delle elezioni: Leonardo Carlucci, Antonio di Maria, Giovanni Maddalena.

La "manovra istituzionale" è stata illustrata in Consiglio dallo stesso Sindaco che ha sottolineato  "l'importanza del gesto compiuto dai componenti la giunta, Codianni, Fiscante e Di Fiore, che hanno dato prova di grande altruismo e di alta responsabilità come segno di fiducia nella persona del sindaco difficilmente riscontrabile in altri contesti". Il Sindaco ha rimarcato inoltre  " l'apprezzamento per un atto che consente di ampliare la rappresentatività del consiglio comunale rispetto al territorio e alla cittadinanza".

A questo punto gli accordi pre-elettorali, solo sussurrati  in campagna elettorale, risultano veri e rispettati: i tre assessori che si dimettono dalla carica di consigliere e diventano "assessori esterni" e i tre consiglieri meno suffragati che rientrano in consiglio seppur ("democraticamente") non eletti. La minoranza consiliare (al momento solo formale) fa da suggello ad una maggioranza che se in campagna elettorale, per voce del Sindaco de Vita,  ha gridato allo scandalo istituzionale per l'assenza di una opposizione e di una offerta politica alternativa, oggi, a risultato acquisito (casomai ce ne fosse stato un minimo dubbio), non ha esitato a forzare  l'interpretazione del dettato Statutario e Regolamentare del Comune piegandolo alla necessità di mantenere gli equilibri politici interni.

La figura dell'assessore esterno (il cui numero originario di due è stato "appositamente" elevato a tre), infatti, è prevista dallo Statuto Comunale quale strumento per poter nominare  "cittadini, non facenti parte del consiglio comunale,  di spiccata moralità, capacità amministrativa e professionale, competenza e preparazione idonea all'incarico"  e non certo, quindi, (solo) per far posto ai non eletti.

Due pesi e due misure? E' la solita storia: sono sempre gli altri a sbagliare. 
Però è anche vero che gli assenti hanno sempre torto …

Ciao
max

La lista che non c'è …

La lista che non c'è … il tormentone di questa campagna elettorale.

Ma per capire meglio facciamo un passo indietro. Prima del 16 Aprile – data di presentazione delle liste – l'opposizione di  questa amministrazione era composta da diversi "gruppi" che avrebbero voluto dare vita ad un sodalizio nuovo con un progetto politico non limitato alla sola gara elettorale ma che avesse potuto rappresentare una vera alternativa alla macchina di potere messa in piedi da De Vita &C.

Numerosi sono stati gli incontri intensificatisi a ridosso di tale data. Incontri, riunioni, autoconvocazioni di giovani, comitati spontanei, tavole rotonde… intanto il tempo passava e più passava meno si costruiva.

Alla fine il dilemma. Portare avanti coerentemente il progetto iniziale,  l'idea "dura e pura" di un rinnovamento non solo nei nomi da spendere ma anche nel modo di intendere la politica locale ancora una volta fatta di compromessi più o meno leciti o presentare, comunque, una lista di contrapposizione, giusto per far capire alla popolazione che l'opposizione era presente?

Appunto, ma quale opposizione? Quella che già dal 2007 è passata con la maggioranza? Quella che per cinque anni non ha battuto alcun colpo? Quella ansimante e senza fiato che aspettava il leone della foresta ormai stanco e con i denti finti? Quale opposizione? Quella dei giovani senza nerbo che predicano, predicano, ma non razzolano (neanche male)? Quella di chi, come cinque anni fa, si è astenuto e che ora preferiva sfasciare per non apparire? Quella del PDL che in cinque anni ha continuato ad essere  "ij, mamm't  e tù"?

No. 

Non era possibile, in questo caos calmo,  dare vita ad una lista alternativa che fosse in grado di dettare una nuova e soprattutto credibile linea politica.

Non era possibile entrare nella macchina che scaldava i motori ma che non aveva la benzina. Farlo non sarebbe stato giusto nei confronti degli amici ai quali non si poteva chiedere di buttarsi nel fuoco per perdere non solo le elezioni ma anche la faccia. 

In fondo così come a tutti piace vincere facile, così a nessuno piace perdere facile.

Ciao
max

 

Aspettando il 16 Aprile

In vista delle elezioni amministrative, il 16 Aprile, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste, rappresenta una sorta di "spartiacque" tra la prima fase della  formazione ed ufficializzazione delle liste  e la seconda dell'inizio della campagna elettorale vera e propria. Allora occhi puntati a sabato 16 aprile per verificare se le voci che circolano in questi giorni saranno confermate o smentite. In campo, in attesa di vedere i candidati ufficiali, ci saranno, come riferiscono i soliti "ben informati", due liste concorrenti: una che fa capo al ricandidato sindaco uscente, l'altra nascente da una nuova coalizione civica il cui capolista rientra tra una rosa di nominativi dichiaratisi disponibili. Sullo sfondo una campagna elettorale piena di incognite che, comunque, servirà a chiarire agli elettori le linee guida e le soluzioni che i candidati intendono perseguire per il bene di Casalnuovo.
Sappiamo già che ai problemi atavici e comuni a tutti i piccoli e periferici centri – dallo spopolamento alla disoccupazione, dal disastro stradale all'assistenza agli anziani passando dall'agricoltura abbandonata, giusto per citarne solo alcuni – si aggiungono, per Casalnuovo, altri più specifici e pressanti come ad esempio: il fermo della ricostruzione post-terremoto, l'azzeramento delle prospettive economiche connesse alla realizzazione della seconda diga (e delle opere compensative connesse) ormai "sfumata", i seri dubbi sulla reale portata dei benefici per la collettività dei parchi eolici in conseguenza della nuova normativa nazionale e regionale sulla estensione dell'oggetto delle convenzioni con le società installatrici. Da ultimo,ma non meno importante, anche  problemi connessi al degrado di alcuni quartieri del paese come, ad esempio, l'area di Via Isonzo che vede, oltre al suo stato di "abbandono", anche un crescente randagismo che mette in difficoltà molti dei numerosi abitanti soprattutto i bambini. Si spera che dopo la realizzazione di "grandi opere" (ville, villette e rotonde) e dopo molteplici atti amministrativi (nuovo regolmento Tosap, nuove lottizzazioni, nuovi incarichi a tanti professionisiti, ecc)  di "grande impatto sociale", chi si appresterà a governare per il prossimo quinquennio possa tener conto anche delle esigenze di quei cittadini che, per un motivo o per l'altro, non rientrano nel "circuito amministrativo".
I temi sul tappeto, dunque,  sono numerosi e tutti importanti.
I Casalnovesi, in fondo, sperano che dal confronto tra le diverse idee e proposte possano farsi un'idea, con serenità e tranquillità, su chi (e soprattutto perchè) li dovrà governare per i prossimi cinque anni.

Ciao
max

 

Chi è l'Istrione ?

Chi è l' istrione? Appellativo, sostantivo maschile, che avevo dimenticato. Però, quando sabato scorso sono entrato all'auditorium dove si teneva l'assemblea costituente del movimento politico(?)"Nova Civitas" e ho visto il "commediante" che arringava la platea blandendola "ecumenicamente", mi è venuto un flash. Non credevo ai miei occhi. E' lui o non è lui? E' proprio lui. La solita aria da abatino di paese con quell'eloquio da (finto) imbonitore. Ecco, pensavo, è tornato. La Nova Civitas ha compiuto il miracolo: ha resuscitato l'istrione…

Così per essere preciso riporto alcune definizioni del sostantivo "istrione": 
1)  Nell'antica Roma, attore, spec. di commedie
2)  Attore che recita in modo enfatico, cercando facili effetti
3)  Persona che ama gli atteggiamenti plateali

Da Wiki:
Istrione dal latino histrio-nem, dall' etrusco Híster, derivante da Histria, regione confinante con l' Illiria (Balcani) da cui si dice venissero i primi commedianti, che significa mimo e ballerino. In origine venivano chiamati istrioni gli attori etruschi giunti a Roma che, non parlando il latino, si limitavano a rappresentare spettacoli di pantomima, danza, e musica; in seguito furono così chiamati dai romani tutti gli attori, dalla tragedia alla commedia. Oggi, il termine indica un attore che indulge ad una recitazione enfatica, volta a suscitare plateali emozioni.
Per estensione: persona che nell'atteggiamento e nel comportamento assume pose insincere, affettate o esibizionistiche.
 

Nova Civitas … deus nos eo liberet !!!

Ciao
max

Ciao
 

Verso le elezioni comunali

A poco più di due mesi dalle elezioni comunali (15 e 16 maggio) lo scenario appare in piena evoluzione tra certezze ed incognite che riguardano i potenziali gruppi che si schiereranno e si fronteggeranno nella prossima campagna elettorale.  La maggioranza uscente, come già riferito dalle colonne di questo giornale, si barcamena tra conferme, riconferme e "new entry" in parte scontate ed in parte clamorose. Tra queste ultime,  voci di corridoio (non smenite) danno vicinissimo al Sindaco uscente l'IDV locale di fresca costituzione ufficiale. IDV che, in funzione dell'accordo siglato,  più che rispondere all'acronimo classico di Italia Dei Valori è stato da qualcuno ribattezzato in Insieme (con) De Vita. Nel campo avverso la situazione mostra segni di turbolenza evidenziati di recente anche dal Veltro. Il botta e risposta tra Sel Casalnuovo ed Armando Palmieri, infatti, ha destato qualche stupore visto che nella scorsa estate fu proprio Tusino,  responsabile del SEL Casalnovese,  a lanciare pubblicamente con un suo comizio – durante il quale attaccò duramente l'amministrazione De Vita – il potenziale accordo con il "leone" Palmieri. Questi, a sua volta, come riportato sempre da questo giornale, ha lanciato la sua candidatura, nel caso non vi fosse un'altra concreta via d'uscita,  per non lasciare "campo libero" al sindaco uscente. A loro si aggiunge la voce del locale PDL che, per mezzo del suo segretario Pasquale Di Maria, visto che " i gruppi e i cittadini che non si riconoscono nell'attuale maggioranza formano una sorta di galassia" ritiene  che "debbano stringersi attorno ad un progetto unitario alternativo da offrire ai Casalnovesi. Occorre – aggiunge – costruire, superando le vecchie e nuove diffidenze, un valido progetto che indichi le linee guida per il futuro di Casalnuovo. Un progetto che indirizzi una comunità piegata su stessa e troppo incline a farsi i fatti propri, spinta in questo anche dalla chiusura sociale di questa amministrazione spesso rintanata nel palazzo e lontana dai cittadini, dai giovani, dalle imprese,  ritenendo, erroneamente, che l'obiettivo più importante fosse la realizzazione delle opere pubbliche,  peraltro ereditate grazie al terremoto del 2002. Ricostruzione attualmente bloccata e che, a dispetto delle promesse, non ha portato nessuno sviluppo atteso. Per non parlare, poi, dei treni perduti come la nuova diga ormai evaporata e l'energia eolica del famoso "toto-pale". E' questo, dunque, l'invito del segretario del PDL che si dichiara favorevole alla costituzione di "una lista civica, all'insegna del rinnovamento,  che lanci la sua sfida costruttiva per il futuro di Casalnuovo e dei Casalnovesi".  
Siamo alle solite e tipiche schermaglie prelettorali volte a non scoprire le carte?  Certo è che il 15 maggio è alle porte e i tempi risultano quanto mai ristretti, ma, come spesso è accaduto in passato, le soluzioni possono avere anche tempi ristrettissimi.
(Articolo pubblicato dal Veltro di oggi) 
            

                                                                                

Casalnuovo non può continuare a vivere nel generale torpore civico. "Signore non peggio". "Scegliamo il male minore" ecc., sono questi i pensieri di una comunità che preferisce "galleggiare" anzichè nuotare compatta verso una meta. Possibile che non ci rendiamo conto che nel 2006 con l'elezione dell'attuale maggioranza si è verificato un cambiamento in perfetto stile "gattopardesco": <tutto cambi affinchè nulla cambi>? Si accusava il "vecchio leone" che ai suoi tempi c'era una "cupola" o, per essere meno cattivi, una "cabina di regia" con i "sempre noti" consigliori di "regime" che condizionavano tutte le scelte: posti, appalti, commesse, licenze, cooperativa.  Oggi invece … pure. Sono cambiati i nomi (anche se non tutti dato che alcuni di essi continuano ad operare dietro le quinte) ma il criterio è lo stesso: posti, appalti, incarichi con l'aggiunta della pro-loco e delle pale eoliche, tutto in mano ai "consigliori" di turno. Con l'aggravante che oggi il "business" è molto più corposo di allora. Basti pensare che in questi cinque anni sono piovuti più finanziamenti  – come più volte da me sottolineato,  100  miliardi di vecchie lire – che non nei trenta anni precedenti. 
Dietro l'apparente buonismo si cela quindi un interesse degno di maggior attenzione.
Possibile che il Casalnovese, pur di combattere il "leone", è disposto a tollerare una situazione del genere? Spero che la gente capisca ed apra gli occhi in tempo…

 
Ciao
max